Non toccarmi (troppo)

27 Febbraio 2010
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E’ un amore fatto di dita, il mio. Tese a cercare, a raccogliere, che si aprono e si allungano: prendimi le mani.

Le mani sulla corda dell’arco con indice e medio piegati ma non rigidi, la freccia incoccata, con la punta verso il centro del bersaglio. Aspetto, mi godo quelle frazioni di secondo prima che i giochi siano fatti, sogno che colpisca il centro, poi la lascio andare. E la freccia vola, al posto mio.

E’ da fare in silenzio il tiro con l’arco, con te che non mi guardi. Odio sentirmi osservata, lo sai e mi imbrogli fingendo di non fare troppo caso a me, eppure ogni volta che raggiungo il bersaglio alzi gli occhi e commenti, ti avvicini e mi correggi la posizione, devo tenere diritta la schiena, fermo lo sguardo.

Non toccarmi troppo, sono una ragazza sensibile, io. Non riesco a concentrarmi se vedo che ti avvicini, che mi pianti in faccia gli occhi, porcamiseria. Che faticaccia fare la femmina. Passami un’altra freccia, vah.

ripenso all’amore

3 Febbraio 2010
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Ripenso all’amore, a tutte le volte che ho chiuso gli occhi prima di valutare le conseguenze, il rischio, il dolore. Sono incosciente.

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finevita

10 Gennaio 2010
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Vorrei che la morte fosse quella da film, in cui si ha il tempo di salutare chi se ne va, raccolti tutti al capezzale del morituro, con belle parole e spreco di lacrime, e con un breve, brevissimo spazio di incoscienza che termina in un respiro lieve, l’ultimo.

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Una barca di carta in acqua e tempesta

4 Ottobre 2009
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Spalanco gli occhi come se non potessi credere a quello che vedo. Non so trattenere le cose, le emozioni, le parole, zampillano fuori da me come fossi un vaso rotto.

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L’hit-parade del giacciulo

26 Luglio 2009
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Che mi ricordo quando ero piccola e ingenua e andavo all’oratorio. E c’era il prete che se gli davi una mano ti regalava il ghiacciuolo.

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San precario, aiutami tu.

28 Giugno 2009
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E’ arrivata l’estate, anche qui, in questo angolo sperduto della pianurapadana, tra il Sempione e il centro commerciale Auchan di Rescaldina.

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Appoggio le dita

1 Maggio 2009
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Sembra un uccellino. Senza capelli, con la testa lucida e quelle gengive sdentate. Il mio nonno, quello che è stato nei campi di prigionia, che sapeva fare tutto con le mani, il muratore, il calzolaio, inchiodato a quel letto bianco di lenzuola e disinfettanti. Perso dietro a chissà quali fantasmi.

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Stella, è pronto

30 Marzo 2009
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La cucina si riempie di odori. Il camino che scopppietta, la pioggia che batte sui vetri. Il riso cuoce. Da bambina, pare strano, ero una buona forchetta. Una delle cose che adoravo fare era proprio assaggiare la pasta e il riso per assicurarmi che fossero pronti. La zucca avrebbe un sapore dolciastro ma qualche grano di pepe lo corregge.

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Un cappuccio con i Village people

9 Marzo 2009
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Il cappuccino. E’ il mio sacro peccato. La mattina, quell’unico quarto d’ora dove non penso a niente, atarassia cosmica, la mia pulizia mentale si realizza con questo rito. La schiuma bianca sulle labbra, il gustarmi lentamente l’aroma di caffà che si mischia alla dolcezza del latte. Lo zucchero di canna che si scioglie, con alcuni granelli che restano sul cucchiaino.

Faccio colazione in un bar che passa musica dance, musica giusta che ci sta dentro, yeah. Il sederone del barista – che io adoro- sculetta a ritmo mentre inforna le brioche.

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FIlosofia del punto croce

3 Febbraio 2009
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Sono un’esperta di pendolarismo, In anni e anni di treni, metropolitane e mezzi pubblici in genere mi sento più ferrata di un sociologo postmoderno in materia di gente che viaggia.

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